GCS GRUPPO CHIRURGIA DELLA SPALLA SHOULDER GROUP


Acromion


Cosa è l’attrito?

E’ una patologica ristrettezza dello spazio compreso tra l’acromion e la testa omerale (spazio sottoacromiale). A causa della ristrettezza, le strutture contenute in questo spazio e aderenti alla testa omerale (tendini della cuffia dei ruotatori e borsa sottoacromiale) urtano contro la superficie inferiore dell’acromion durante i movimenti di sollevamento del braccio. L’attrito è responsabile inizialmente di infiammazione della borsa e di usura dei tendini della cuffia. Nel tempo, la persistenza del fenomeno può causare la rottura di uno o più tendini della cuffia (vedi FAQs rottura cuffia ruotatori).


A cosa è dovuto?

Le cause che determinano un attrito sono sostanzialmente 4: predisposizione anatomica, età, instabilità articolare, e deformità ossee post-traumatiche.
L’acromion può variare per forma (piatta, curva, uncinata), spessore, torsione ed inclinazione. Gli acromion uncinati, spessi, poco torti ed inclinati causano una riduzione dello spazio sottoacromiale. Con l’età, si possono formare dei becchi d’osso in corrispondenza del margine anteriore dell’acromion, che possono trasformare un acromion piatto o curvo in uno di forma uncinata, riducendo, in tal modo, lo spazio sottoacromiale.
Traumi o atrofie muscolari possono sbilanciare l’equilibrio funzionale tra muscoli intrarotatori ed extrarotatori della spalla. L’equilibrio può essere anche alterato nei soggetti che, per motivi professionali o sportivi, eseguano ripetutamente un particolare gesto (esempio, il lancio di un oggetto). In condizioni di squilibrio funzionale, la testa omerale può non essere centrata nella cavità glenoidea. La migrazione verso l’alto della testa può rendere lo spazio sottoacromiale patologicamente ristretto.
Alcune fratture scomposte della testa omerale possono causare una deformità della testa, responsabile di una patologica ristrettezza dello spazio sottoacromiale.


Chi è a rischio?

Persone di età superiore a 40 anni, prevalentemente maschi, dediti ad attività lavorative o sportive che richiedano il sollevamento frequente del braccio (pittori edili, carpentieri) o l’esecuzione di un lancio.


Quali sono i sintomi?

Dolore sulla faccia anteriore o laterale della spalla, che si acuisce nel sollevamento del braccio. Il dolore, spesso anche notturno, non oltrepassa il gomito e non si estende al collo.
Riduzione della mobilità della spalla, soprattutto nel sollevamento anteriore e laterale del braccio.


Come si fa la diagnosi?

La diagnosi è prevalentemente clinica. Lo specialista esegue alcuni test che provocano il dolore dovuto all’attrito. L’infiltrazione di un anestetico locale nello spazio sottoacromiale può attenuare od eliminare per alcune ore il dolore, anche durante l’esecuzione di movimenti generalmente dolenti. L‘esame radiografico eseguito con particolari proiezioni e la risonanza magnetica sono comunemente in grado di evidenziare una riduzione patologica dello spazio sottoacromiale.


Quale è il trattamento?

Inizialmente è conservativo (fisioterapia e ginnastica di rinforzo dei muscoli che stabilizzano la testa omerale nella cavità glenoide). Se il dolore persiste, viene asportato chirurgicamente il margine antero-inferiore dell’acromion (acromioplastica) e la borsa sottoacromiale infiammata (bursectomia). L’intervento viene per lo più eseguito in artroscopia, metodica che consiste nell’eseguire l’intervento impiegando una telecamera a fibre ottiche e piccoli strumenti chirurgici attraverso 2 o 3 piccoli fori praticati nella regione alla spalla. L’intervento può anche essere eseguito con una piccola incisione sulla regione anteriore o laterale della spalla.


Dopo l’intervento è necessaria la riabilitazione?

Dopo l’artroscopia, il braccio viene mantenuto aderente al corpo mediante un tutore per 7 giorni. La mano rimane libera. Il tutore viene più volte rimosso durante il giorno per eseguire alcuni movimenti che impediscono alla spalla di irrigidirsi. Al termine della prima settimana può essere utile un breve ciclo di fisioterapia (5 - 10 sedute) e di ginnastica autonoma per riprendere la funzionalità completa della spalla. Ciò avviene di solito dopo 3-4 settimane dall’intervento.
Il trattamento postoperatorio dopo un intervento a cielo aperto è simile a quello descritto. Il paziente impiega in media 2 settimane di più per riacquistare la piena mobilità della spalla.


Quali sono i risultati?

Se l’attrito non ha già causato una rottura dei tendini della cuffia e non concomita un’artrosi dell’articolazione gleno-omerale o di quella acromio-clavicolare, il risultato è generalmente ottimo. Dopo l’intervento, un lieve dolore persiste per circa 15-20 giorni. Circa l’80% dei pazienti della nostra casistica affetti da attrito sottoacromiale ha ottenuto risultati soddisfacenti sia con l’intervento artroscopico, sia con quello a cielo aperto.