Frattura della Testa dell’Omero

Cause della Frattura della Testa dell’Omero

L’osteoporosi è il principale fattore di rischio, poiché riduce la resistenza meccanica dell’osso ai traumi. I soggetti maggiormente colpiti dall’osteoporosi sono:

    • Persone magre, anziane, soprattutto donne
    • Sedentari
    • Chi è stato  costretto (di recente) ad una lunga immobilizzazione a letto
    • Gastroresecati (poiché hanno disturbi dell’assorbimento)
    • Persone scarsamente e/o non correttamente nutrite

 

Indagini da eseguire

Esame RX in più proiezioni al Pronto Soccorso (Fig. 1A-C). L’esame consente di fare diagnosi. Se la frattura è composta e si decide di intraprendere un trattamento conservativo (fasciatura o tutore), questo esame è sufficiente.

 

Fig. 1A-C – Radiografie che mostrano tre esempi di fratture della testa dell’omero.

 

Sarà utile ripetere dopo 5-6 giorni un nuovo esame radiografico per accertarsi che la frattura sia rimasta composta. Se da subito si fa diagnosi di frattura scomposta e si decide di intraprendere un trattamento chirurgico (osteosintesi o protesi), è buona norma effettuare un esame TC (Fig. 2). Questo servirà al chirurgo per intraprendere le strategie corrette che il caso richiede.

 

Fig. 2 – Esame TC che mostra quadro di frattura-lussazione della testa omerale.

 

 Tipi di Fratture della Testa omerale
    • Fratture composte: I frammenti di frattura non si sono “spostati”. Generalmente, questi pazienti hanno una prognosi favorevole. Uno studio da noi condotto ha dimostrato che l’88% dei pazienti con frattura composta  ha ottenuto un risultato funzionale eccellente o buono dopo un periodo di immobilizzazione (circa 30 giorni).
    • Fratture  scomposte: I frammenti si sono “allontanati” tra loro.  La gravità del tipo di scomposizione deve essere valutata dallo specialista ortopedico. Il più delle volte, il trattamento consigliato è quello chirurgico.

 

Complicazioni delle Fratture della Testa dell’Omero

Le complicanze di una frattura si distinguono in:

    • Immediate: sono legate al possibile danno vascolare o nervoso causato dai frammenti di frattura. E’ inoltre possibile che il trauma, soprattutto nei pazienti anziani, causi la rottura della cuffia dei rotatori della spalla
    • Precoci: ritardo di guarigione
    • Tardive: necrosi, pseudoartrosi e sindrome d’attrito sottoacromiale.

Necrosi della Testa Omerale:

Temibile complicazione riscontrabile soprattutto in seguito alla Frattura del collo anatomico o della testa omerale a più frammenti. Questi tipi di frattura causano l’interruzione dell’apporto vascolare alla testa omerale. Quest’ultima rimane di conseguenza priva delle sostanze nutritive e va incontro a morte (necrosi).  Il trattamento della necrosi della Testa omerale della Spalla consiste nel rimuovere la porzione di omero andata in necrosi, sostituendola con una protesi (endoprotesi o artroprotesi).

Pseudoartrosi della Testa omerale:

E’ una frattura non consolidata che non mostra radiograficamente segni di possibile guarigione. Il trattamento è chirurgico e consiste nel rimuovere il tessuto fibroso posto tra i frammenti non consolidati, nel cercare di avvicinare i frammenti e mantenerli saldi tra loro (avvalendosi di chiodi endomidollari, placche, viti, ecc.) e di porre intorno alla frattura dell’osso cosidetto “sano”, prelevato generalmente dal bacino del paziente.. Nel paziente anziano tutto questo non si fa, ma si asporta la testa omerale non consolidata e si impianta una protesi.

 

Come si trattano le Fratture della Testa dell’Omero

Le Fratture Composte si immobilizzano per circa 30 giorni. La durata dell’immobilizzazione dipende dalla stabilità della frattura.

Le Fratture scomposte vengono generalmente trattate chirurgicamente (Fig. 3).

    • Fratture scompsote a 2 o a 3 frammenti: si cerca di ricomporre i frammenti e bloccarli (sintesi) nella posizione corretta, utilizzando viti, chiodi, fili in acciaio, ecc
    • Fratture scomposte a 4 frammenti o fratture associate a lussazione della testa omerale: può essere indicato impiantare una endoprotesi (sola componente omerale) o una artroprotesi (entrambe le componenti: omerale e scapolare).

 

Fig. 3 – Esempio di fratture della testa omerale trattate con sintesi percutanea translesionale.

 

Risultato dopo osteosintesi (placche, fissatori, chiodi ecc)

Dipende da quanto più la riduzione dei frammenti si avvicina alla anatomia normale. Questo non è solo il risultato di quanto è bravo il chirurgo a ricomporre i frammenti di frattura e a sintetizzarli (in Italia il livello dei chirurghi ortopedici è molto elevato), ma anche da quanti frammenti ci sono; quanti di questi sono rimasti vitali; quanto la frattura può avere compromesso la vascolarizzazione della testa omerale.

C’è da aggiungere che il risultato dipenderà anche dal programma di riabilitazione; dall’impegno del paziente, dall’abilità del fisioterapista e dallo “stimolo” psicologico che ortopedico e fisioterapista sapranno infondere al paziente.

 

Quando impiantare una Protesi di Spalla

Può essere necessario in pazienti anziani con frattura a 4 parti o frattura-lussazione (Fig. 4). C’è una indicazione alla protesi anche per quelle fratture che sono esitate in necrosi.

 

Fig. 4 – Artroprotesi inversa impiantata in paziente che 5 mesi prima aveva subito una frattura complessa della testa omerale poi esitata in necrosi.

 

Risultati dell’impianto di una Protesi di Spalla per Fratture dell’Omero

Prima del trauma, il paziente con Frattura della testa Omerale può non aver mai avuto problemi alla spalla. Psicologicamente gradisce poco un intervento chirurgico di protesizzazione. Inoltre, non tollera i possibili e lievi dolori legati all’intervento e il deficit articolare riscontrabile in tutti i pazienti protesizzati. Sebbene soggettivamente il paziente può non essere soddisfatto del risultato dell’intervento, in realtà ottiene un buon risultato funzionale, soprattutto se comparato con la protesizzazione di pazienti con Artrosi alla Spalla, in quanto i muscoli deputati a far muovere la protesi sono più validi di quelli dei pazienti artrosici che, nel tempo, hanno sviluppato una atrofia dei muscoli della spalla per la scarsa attività.

Come per i pazienti artrosici, il risultato di un intervento chirurgico di protesizzazione dipende anche dall’età del paziente, dal sesso, dalle motivazioni personali e dall’impegno nella riabilitazione.