Frattura della Clavicola

Le Fratture di Clavicola rappresentano il 2,6% di tutte le fratture ed il 44% delle fratture della spalla.

Le cause responsabili delle fratture di clavicola variano a seconda delle latitudini e abitudini di vita. Le cadute dalla bicicletta sono spesso la causa delle fratture nel nord Europa; mentre in Italia, è facile riscontrare pazienti con frattura di clavicola tra gli sportivi (sport di contatto) e tra coloro che cadono dal motorino.

 

Tipi di fratture della Clavicola

Le fratture della clavicola, come le altre fratture, vengono classificate in base alla  localizzazione (Fig 1A-E), alla eventuale perdita di contatto tra i frammenti di frattura (composte e scomposte) e alla possibile lesione dei tessuti che ricoprono la clavicola (non esposte ed esposte).

 

Fig. 1A-C – Radiografie che mostrano una frattura scomposta del III medio (A), laterale (B) e del terzo mediale (C) della clavicola.

Fig. 1D-E – D) Le fratture del terzo medio sono le più frequenti. E) Età media dei pazienti con frattura del terzo medio, laterale e del terzo mediale di clavicola.

 

Sintomi

Dolore in corrispondenza della sede di frattura che si acuisce durante i movimenti del braccio e della testa. La regione clavicolare è tumefatta. Se la frattura è scomposta ed interessa il terzo medio, può essere avvertita una irregolarità del profilo della clavicola e, raramente, dei crepitii.

 

Trattamento

Le fratture di clavicola composte (senza o con minimo spostamento dei frammenti) sono curate in maniera conservativa (immobilizzazione con bendaggio ad “8” (Fig. 2) o con una trazione ad anelli (Petit) da mantenere per un periodo che differisce a seconda dell’età del paziente: 20-25 giorni per i bambini e 35 giorni per gli adulti.

 

Fig. 2 – Bendaggio ad “8” impiegato per il trattamento non chirurgico delle fratture di clavicola – soprattutto quelle del terzo medio (I Gruppo).

 

Le fratture di clavicola scomposte del terzo medio, dove i frammenti si sovrappongono per più di 2 cm, vengono usualmente trattate chirurgicamente: sintesi con placche metalliche e viti (Fig. 3). Dopo l’intervento, il braccio viene immobilizzato con un tutore.

 

Fig. 3 – Disegno di sintesi della frattura scomposta del terzo medio di clavicola con placca e viti (tratto dal nostro “Atlante di Chirurgia della Spalla”, 2004).

 

Quelle del terzo laterale scomposte vengono sintetizzate con placche,  fili di acciaio, o ancorate alla coracoide con una vite. Questa frattura comporta spesso la lesione dei legamenti coraco-clavicolari.

Le fratture del terzo mediale sono rare e non richiedono quasi mai un trattamento chirurgico.

 

Risultati

A prescindere dal trattamento (conservativo o chirurgico), le fratture di clavicola più di altre sono a rischio di pseudoartrosi (frattura che non consolida e che non consoliderà) (Fig.4). Questo perchè la clavicola è scarsamente avvolta da muscoli e perchè nel suo interno non c’è un ampio canale midollare. Infatti, sia dai muscoli che dal canale midollare dovrebbero provenire le cellule responsabili della formazione del callo osseo. Nel caso di pseudoartrosi, occorre stimolare chirurgicamente la guarigione della frattura, impiegando un piccolo quantitativo di osso prelevato usualmente dal bacino. Oltre al trapianto occorre stabilizzare la frattura con una placca e viti.

 

Fig. 4 – La radiografia mostra una pseudoartrosi di clavicola (frattura che non guarisce e non guarirà).

 

A guarigione avvenuta, il paziente riprende le sue abitudini di vita (lavorative e sportive). Nei pazienti giovani, precedentemente trattati chirurgicamente, è buona regola rimuovere i mezzi di sintesi impiegati. In alcuni casi può persistere una tumefazione dura al tatto in corrispondenza della frattura, visibile soprattutto nei soggetti magri.