Instabilità di Spalla – Lussazione e Sublussazione

Sublussazione e Lussazione della spalla: ecco cosa sono
Cause della sublussazione o lussazione della spalla
Frequenza della Lussazione della Spalla
Complicazioni più frequenti di una Lussazione della Spalla
Come curare la prima Lussazione della Spalla
Possibilità di ricadute con una seconda Lussazione della Spalla
Quando intervenire chirurgicamente
Il trattamento chirurgico della Lussazione della Spalla e i suoi risultati
Tempi di recupero: quando riprendere l’attività quotidiana, lavorativa e sportiva dopo l’operazione

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Sublussazione e Lussazione della spalla: ecco cosa sono

La Sublussazione di spalla è la perdita parziale dei fisiologici rapporti tra la testa omerale e la cavità glenoidea. La Lussazione di spalla, invece, è la perdita completa di tali rapporti .

La fuoriuscita della testa omerale comporta un danno delle strutture (cercine, legamenti, capsula) che mantengono la testa omerale nella sua posizione naturale.

Nel periodo successivo alla prima lussazione (giorni – mesi – anni) può persistere una sensazione di  instabilità: la testa omerale può compiere movimenti che vanno oltre quelli normali dando l’impressione che si stia verificando una nuova lussazione. Purtroppo, la lussazione può verificarsi nuovamente. In questo caso si parla di  recidiva della lussazione.

Cause della sublussazione o lussazione della spalla

Una Lussazione può verificarsi in seguito ad

  • un trauma (lussazione traumatica)
  • un movimento improvviso di extrarotazione , ad esempio nuotando (lussazione atraumatica). In questo caso la Lussazione è da attribuire alla “cedevolezza” congenita (lassità costituzionale) delle strutture preposte alla stabilizzazione della testa omerale. Comune è il verificarsi di tale condizione in entrambe le spalle.
  • Un gesto atletico. La ripetitività con cui alcuni gesti sportivi vengono effettuati può  causare un danno alle strutture che stabilizzano l’articolazione. Ne consegue una instabilità di spalla. Ciò è più frequente negli sportivi che eseguono lanci ripetuti (sportivi overhead)

Frequenza della Lussazione della Spalla

Secondo  nostri studi la frequenza della Lussazione di spalla è dello 0.7% su un campione di quasi 60.000 persone.

Di questi il 19.8% aveva un’età superiore a 60 anni e il 47.8% inferiore a 25 anni. Per alcune categorie di persone (lavoratori manuali, sportivi), la frequenza della lussazione è superiore.

Complicazioni più frequenti di una Lussazione della Spalla

  • Instabilità articolare conseguente al danno anatomico verificatosi in occasione della lussazione.
  • Rottura dei tendini della Cuffia dei Rotatori
  • Lesione del nervo ascellare e conseguente deficit muscolare, per lo più transitorio, del muscolo deltoide (impossibilità a sollevare lateralmente il braccio) e anestesia della regione laterale della spalla

Come curare la prima Lussazione della Spalla

La testa omerale può riposizionarsi spontaneamente nella sua sede naturale (riduzione spontanea).

Se questo non accade, la riduzione deve essere eseguita da uno specialista ortopedico. Dopo la riduzione, la spalla viene immobilizzata con una fasciatura o un tutore per un periodo variabile di  2-3 settimane. Il periodo di immobilizzazione varia in funzione dell’età del paziente e della causa responsabile della lussazione (traumatica o atraumatica).

Recidiva della Lussazione della Spalla

La possibilità di una seconda Lussazione (recidiva) dipende da 3 fattori:

  • Età del paziente
  • Causa della prima lussazione (lussazione traumatica o atraumatica)
  • Attività lavorativa o sportiva svolta dal paziente

Quando intervenire chirurgicamente

 

  • Dopo il 1° episodio di Lussazione della Spalla in adolescenti che hanno avuto una lussazione traumatica
  • Dopo il 2° o 3° episodio di Lussazione traumatica in pazienti di età compresa tra 20 e 30 anni, se svolgono attività lavorativa o sportiva a rischio e se gli esami strumentali (rx e artroTC o artroRM) mostrano alterazioni che comportano una prognosi sfavorevole (lesione legamentosa, lesione del cercine glenoideo, lesione della superficie ossea glenoidea, lesione di Hill Sachs)
  • A prescindere dall’età e dal numero di lussazioni, quando insorgono sintomi legati all’instabilità (dolore e sensazione di imminente lussazione nei movimenti di abduzione ed extrarotazione della spalla).

Per i pazienti con lussazione atraumatica, vi è indicazione chirurgica solo dopo il fallimento del trattamento conservativo (potenziamento degli  stabilizzatori dinamici della spalla) protratto per alcuni mesi.

Per i pazienti con lussazione atraumatica, vi è indicazione chirurgica solo dopo il fallimento del trattamento conservativo (potenziamento dei muscoli stabilizzatori della spalla) protratto per alcuni mesi.

Il trattamento chirurgico della Lussazione della Spalla e i suoi risultati

 

  1. Nel caso di Lussazione traumatica della Spalla, la nostra tecnica consiste nel reinserire il cercine glenoideo alla superficie ossea e ripristinare la tensione (plastica di ritensione) della capsula e dei legamenti gleno-omerali. Tale procedura viene effettuata in artroscopia. Comunemente, vengono impiegate delle “ancorine” in materiale riassorbibile che vengono infisse nel collo della scapola.
  2. Per le Lussazioni atraumatiche della Spalla in soggetti con lassità costituzionale può non essere necessario l’utilizzo di “ancorine” ma si eseguono delle plicature della capsula articolare ed un ritensionamento legamentoso.
  3. In caso di gravi perdite ossee (omerali o glenoidee: lesioni di Hill Sachs e di Bankart) viene eseguito un intervento di stabilizzazione secondo Latarjet (effettuabile sia in artroscopia che a cielo aperto) che consiste nel trasferire la coracoide (ed i tendini su di essa attaccati) sul collo della scapola.Nella nostra casistica dopo almeno 5 anni dall’intervento, il 92% dei pazienti ha ottenuto risultati buoni o eccellenti.

I principali risultati per il paziente sono:

  • Scomparsa del dolore
  • Recupero della forza e della funzione
  • Ripristino della stabilità

Anatomia della Spalla . Intervento Chirurgico di stabilizzazione secondo Latarjet

Intervento Chirurgico di stabilizzazione secondo Latarjet

Tempi di recupero: quando riprendere l’attività quotidiana, lavorativa e sportiva dopo l’operazione

Dopo un intervento a “cielo aperto” o artroscopico l’arto viene immobilizzato mediamente per 2-4 settimane. Tale variabilità dipende dall’età del paziente, dal danno anatomopatologico riportato con gli episodi lussativi e dal tipo di intervento eseguito.

Segue un periodo di riabilitazione (autonoma e con il fisioterapista) che dura circa 2 mesi. Durante il periodo riabilitativo possono essere svolte le comuni attività quotidiane. raccomandata è l’astensione dalle attività fisiche pensati, dal sollevamento di pesi e dalle attività sportive overhead.

Un’attività lavorativa di tipo sedentario può essere ripresa dopo circa 4 settimane dall’intervento. Attività lavorativa di tipo manuale non prima dei 2-3 mesi. L’attività sportiva, soprattutto quella che prevede il lancio, il contatto fisico o l’uso di racchette, non può essere praticata prima dei 4-6 mesi.